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ARTICOLO DI Andrea Pacciani Architetto
Apologia del tappeto 3°
05 ottobre 2009

La scelta del tappeto

 

 

Per tutti i valori simbolici fin qui descritti possiamo così spiegare perchè la scelta del tappeto di casa è spesso affrontata dal genere maschile o quanto meno dovrebbe essere condivisa dal padrone di casa che ne vedrà caratterizzata la propria vita quotidiana. Il risultato bizzarro di questa consapevolezza, talvolta estremizzata, è quello che gli appassionati del settore sono quasi sempre e solo uomini che si trovano a discutere di morbidezza di lane, colori naturali, di decori a rosette, tulipani ecc.. che dovrebbero essere discorsi più inclini al gentil sesso


Un altro esempio che si può fare per descrivere il fenomeno è che la scelta del tappeto è paragonabile alla scelta dell'animale domestico, il cane, il gatto, o il cavallo.... qualcosa di cui dovrai prenderti cura per anni e che avrai sempre tra i piedi! Mille razze, di tutti colori, con incroci tra di loro dai più puri con pedigree ai meticci unici con il loro fascino. Come per gli animali c'è chi si ferma a pochi esemplari, quelli necessari alla compagnia quotidiana necessaria, e quelli che degenerano nell'amore verso questi oggetti diventando collezionisti di tappeti che terranno sempre arrotolati per mancanza di spazio.


Ma allora qual'è l'aspettativa estetica di un tappeto che possiamo soddisfare con l'acquisto di un bell'esemplare, quali possono essere i criteri di selezione e di discernimento senza dover fare studi d' arte orientali, leggere libri polverosi sulla storia del tappeto?


Scartata subito la scelta del proprio tappeto per abbinamento di colore alle tende o al resto dell'arredo, una corretta scelta è fatta prima nei riguardi dell'oggetto che ci piace e solo in un secondo tempo nella sua collocazione più idonea all'interno della casa. Può sembrare un procedere alla rovescia, ma garantisce la miglior certezza e il maggior godimento della scelta fatta. Per evitare le liti con il coniuge ("io volevo un tappeto per la sala e tu hai comprato uno scendiletto" o viceversa) e ovviare a problemi di incompatibilità dimensionali si rimedierà con acquisti successivi; l'ideale è ovviamente il tappeto su misura che sublima ogni desiderio e personalizzazione e riporta ad un uso consueto delle case di un certo livello.
Un secondo passo è la scelta tra un tappeto nuovo o uno vecchio o uno antico. In breve possiamo spiegare che per tappeto antico si intende per legge un manufatto che supera i 50 anni, commercialmente si intende antico tutto quello che si è prodotto prima degli anni '30/'40; per vecchio tutto ciò che è stato usato per una generazione, il resto è recente o di nuova o vecchia manifattura non ancora calpestato.

Risalire all'età precisa di un tappeto è spesso un arcano, una conoscenza aleatoria, una scienza inesatta, un diletto tra gli esperti per confronti con altri simili. E' un po' come l'età di una donna che ovviamente non è mai quell'anagrafica, ma quella che è in grado di dimostrare, ovviamente in questo settore i valori sono invertiti perciò più un tappeto si dimostra antico più è di valore; non nell'usura ovviamente, ma nelle espressioni dei decori, dei colori e della qualità delle lane.


Presa la consapevolezza delle innumerevoli produzioni di tappeti che per grandi famiglie principali possiamo riassumere in europei, anatolici, caucasici, persiani, turcomanni, indiani, cinesi e berberi,ci si può rendere conto della vastità di decori, tecniche e materiali di cui si può disporre nella scelta di un tappeto per la nostra casa. Una volta limitata dalle capacità dei magazzini degli importatori, oggi qualsiasi produzione è disponibile in ogni parte del pianeta e grazie ad internet e il commercio on-line sono esaudibili tutte le richieste e le informazioni su tappeti di ogni razza e colore.

Fermo restando che in ogni produzione troveremo qualità differenti da pezzi museali e da collezione fino a "croste" di tappeti di nessun valore artistico e commerciale, la scelta d'acquisto va ben ponderata alla luce di tutti gli aspetti del tappeto come compagno di vita all'interno della propria casa.

 

 

 

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Commenti 1 Commenti
1.
- 05 ottobre 2009 17:25
La metafora che hai usato rende benissimo l'idea!
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