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ARTICOLO DI PAOLO PERUTELLI
Tappeti di pietra.
07 ottobre 2009


[Isola di Delos]


Il tappeto in lana è dai tempi più antichi un indispensabile accessorio quotidiano dei pastori nomadi e seminomadi, da utilizzare come giaciglio e coperta. Col tempo è diventato non solo un oggetto funzionale, ma un prezioso elemento o complemento d'arredo.

 

Già seicento anni prima di Cristo i palazzi dell'antica Mesopotamia avevano "tappeti" in pietra, decorati anche con gli stessi motivi dei tappeti annodati che venivano stesi sopra ad essi, particolarmente nella stagione fredda.


[Ninive]

[Ninive]

Purtroppo, mentre numerosi mosaici antichi sono sopravvissuti fino ai nostri giorni altrettanto non è stato possibile per i tappeti, a causa della loro intrinseca natura organica e degradabile, e di conseguenza il quesito: chi ha influenzato chi o che cosa? resta aperto.



[Particolare della pianta della chiesa dei Santi Apostoli a Zaharani, nell'attuale Libano meridionale, edificata prima del 541; i disegni dei mosaici sono distribuiti nello spazio del pavimento come se si trattasse di tappeti reali.]

Sappiamo però per certo che c'è stato un fecondo interscambio di motivi decorativi tra tappeti, tessili e pavimenti a mosaico al quale ha certamente contribuito l'antica Via della Seta: infatti ritroviamo gli stessi disegni nei tappeti ritrovati nelle tombe ipogee dell'Asia centrale e nei mosaici mesopotamici.

 

L'evoluzione stilistica della decorazione si riflette su tutte le forme d'arte; quindi, in assenza di tappeti compresi tra il Pazyryk e quelli selgiuchidi, lo studio dei motivi di decoro dei pavimenti a mosaico ci può fornire qualche indizio indiretto su come fosse l'ornamentazione dei tappeti coevi.

 

Nei pavimenti a mosaico greci con soggetti mitologici della città di Olynthos, risalenti al V-IV secolo a.C., è fortissima l'impressione che siano stati realizzati per perpetuare in forma durevole la tradizione del disegno dei tappeti e frammenti di tessili con disegni simili sono stati trovati nella Russia meridionale.


[Olynthos: Bellerofonte, 432-348 a.C.]

[Olynthos]


Molti disegni di epoca ellenica classica sono presi in prestito dai decori dei vasi, dei quali mantengono la bicromia in bianco e nero e la piattezza del disegno.

 

Nella casa di un ricco mercante dell'isola egea di Delos sono stati rinvenuti numerosi mosaici, datati fra il 130 e l'88 a.C., che mostrano lo stesso pattern: un tappeto rettangolare centrale con numerosi ordini di bordura decorati con motivi geometrici a meandro. I colori sono limitati: bianco, nero, rosso e talvolta giallo. Occasionalmente, per i dettagli, anche il blu e il verde. Nel centro del tappeto, una superficie monocroma, solitamente bianca, contiene un'immagine, riproduzione su mosaico di un'immagine dipinta, piuttosto che opera creativa per sé.



[Delos]

 

[Delos]

 

Le prime testimonianze di mosaico a tessere a Roma per impermeabilizzare i pavimenti di terra battuta e renderli più resistenti al calpestio risalgono al III secolo a.C., ma la grande tradizione greca e del Mediterraneo orientale giunse nel I secolo a.C. trasmessa da ricchi collezionisti italiani.

I mosaicisti tendono a realizzare pavimenti intesi come scene narrative, spesso con immagini ispirate alla realtà, per contrastare l'intrinseca piattezza del mosaico con l'illusione di realtà e prospettiva. Gli stessi bordi geometrici diventano elaborato esercizio prospettico.

Oltre ai motivi figurati, spesso a soggetto mitologico, i mosaici romani delle case private, realizzati su commissione, erano essenzialmente geometrici, contenendo forme di cerchio, quadrato, rombo e altre collegate fra loro a creare un campo regolare, ma movimentato.

 

 

[mosaico romano, Dorchester]

 

[mosaico romano, Merida]

Si ipotizza che lo stesso impianto iconografico dei tappeti mamelucchi, caratterizzato da un motivo poligonale centrale circondato simmetricamente da elementi quadrati, rettangolari, romboidali, eccetera, derivi dai mosaici pavimentali di tale periodo.

 

Divenuto ormai presenza comune la qualità si impoverisce, ci si indirizza verso forme più semplici e meno colorate e con la crisi dell'età classica e la diffusione del cristianesimo il mosaico tornerà gradualmente ad essere concepito primariamente come pavimento, come superficie di calpestio, e solo secondariamente come creazione artistica.

 

Un rinascimento delle arti si verificherà durante l'epoca di Giustiniano e dei suoi successori e il mosaico conosce uno dei suoi momenti più fulgidi.

Si assiste al recupero dei pattern dei tappeti, al fine di armonizzare le relazioni e le proporzioni dei decori dei pavimenti a mosaico, tendenza che raggiungerà l'apice nel VI secolo. I motivi centrali geometrici incorporano effetti trompe-l'oeil e ogni spazio viene riempito con animali (soprattutto uccelli), grappoli, viticci e foglie d'uva.



[Ravenna, domus dei tappeti di pietra]


[basilica di San Marco. La decorazione del mosaico pavimentale è tale da dare la sensazione di ammirare un pavimento coperto di tappeti in diversi formati con decori geometrici, tutti rinchiusi da una bordura. Si potrebbe trattare di parte del patrimonio decorativo che caratterizzava i coevi tappeti annodati.]

Parallelamente però, l'espansione economica che caratterizzò il periodo tra il IV e il VI secolo determina un aumento della domanda e l'incrementa dell'uso di decori geometrici per velocizzare il lavoro.

 

La conquista araba del Medio e Vicino Oriente e di gran parte dell'Asia centrale, iniziata a partire dal VII secolo, rafforzerà ulteriormente la geometrizzazione dei motivi di decoro in tutte le arti delle terre sottomesse all'Islam, e non solo, e sappiamo benissimo quale influsso avrà sull'ornamentazione dei tappeti, particolarmente a partire dalla miniatura, dalle piastrelle decorate e dalla decorazione delle copertine dei libri e del Corano in particolare.

Non vi sarebbe nulla di irrispettoso nel trasferire tali motivi sul tappeto, recinto sacro per adempiere il precetto della preghiera, perché il pavimento riflette il cielo; tanto è vero che più tardi ritroviamo composizioni analoghe anche nei soffitti.

 

Sicuramente ancora oggi il tappeto annodato è una irresistibile fonte di ispirazione nella realizzazione di piacevoli mosaici per abbellire le nostre case. Fra tutti due esempi:



[da: giannigaiti.it L'ispirazione dal mondo del tappeto caucasico è evidente]


[da: giannigaiti it In questo caso il designer è debitore ai tappeti dello Xinjiang]


Concludendo: è certamente verosimile che l'uomo primitivo, nella sua ricerca di un migliore comfort per sé stesso e per la sua abitazione, si sia cimentato prima con il tappeto costituito da foglie, canne, piume, pelo e filati, e solo in tempi successivi si sia proposto di realizzare un tappeto permanente realizzando "tappeti" in pietra.

Rimane lecito porsi degli interrogativi su quale sia stata la reciproca influenza sui motivi di decoro, senza dimenticare che lo studio dei mosaici pavimentali potrebbe fornire indizi sull'aspetto dei tappeti annodati nell'epoca che intercorre tra il tappeto di Pazyryk e i tappeti selgiuchidi, nella quale non sono sopravvissuti esemplari.

 

Riferimenti:

 

Dauphin C. Carpets of stone. The graeco-roman legacy in the Levant. Paris, 1997.

Franses M. A museum of masterpieces. 2. Hali 2008; 157: 68-77.

Gantzhorn V. Il tappeto cristiano orientale. Köln, 1991.

Serjeant RB. Islamic textiles: material for a history up to the mongol conquest. Beirut, 1972

 

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tappeti, pavimenti a mosaico, mesopotamia, roma
Commenti 1 Commenti
1.
Alberto De Reviziis - 19 ottobre 2009 07:59
Interrogativo condivisibile, credo che gli storici dell’arte abbiano dedicato sempre troppa attenzione alle rappresentazioni figurali ellenistiche nei mosaici contenute piuttosto che alle “decorazioni geometriche” che le circondano e che talvolta primeggiano nel campo. Eppure sono proprio queste che costituiscono maglie importanti della catena di forme tradizionali da ricercare e studiare per comprendere l'evoluzione, l'origine e la diffusione stilistica e simbolica. Il primo tappeto nel termine di stuoia per ripararsi è nato sicuramente come intreccio di canne, di pelli o di intestini ritorti, fino a trasformarsi in stuoia e poi tessuto invellato, mentre il primo tappeto inteso come un campo racchiuso in una cornice è stato con molta probabilità inciso o "pitturaro" su una pietra piana a fini esoterici (cerchio magico), poi quando si capì che il cercio magico disegnato a terra o inciso non si poteva spostare, i due concetti si fusero e il tappeto assunse immediatamente dopo il compito di proteggere dal freddo, anche quello di garantire protezione a chi si poneva al centro di esso.
Le due strade tappeti di pietra e tappeti di lana si intersecano vicebdevolemente più volte e concettualemente rappresentano sicuramente la stessa cosa.
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