Introduzione.
Questo articolo fa idealmente seguito al mio precedente "I tappeti Lotto" pubblicato in TappetiMagazine (http://tappetimagazine.blogspot.com/2009/01/i-tappeti-lotto.html), al quale rimando per le notizie di carattere generale.
La produzione, che prese il nome dal pittore Lorenzo Lotto, sebbene egli li abbia riprodotti in due sole occasioni nelle sue tele, inizia probabilmente nella seconda metà del Quattrocento presso gli ateliers della corte ottomana e perdura per i successivi due secoli e mezzo, in cui si assiste ad un progressivo impoverimento dell'impianto originale, per terminare con tarde copie realizzate su telai di villaggio.
I tappeti Lotto conservano nel tempo il peculiare decoro del campo ad arabeschi, quasi invariabilmente di colore giallo su fondo rosso, ma ai primi esemplari dalle grandi dimensioni destinati alla corte seguiranno, all'inizio del Seicento, esemplari grandi, medi e piccoli, quindi esemplari di dimensioni decisamente ridotte; le bordure, inizialmente minoritarie rispetto al campo, prenderanno il sopravvento e la qualità della realizzazione andrà a scadere.
In questa sede mi sono proposto di verificare e documentare, in termini quantitativi e con l'ausilio di un programma di analisi statistica, le variazioni sopravvenute nell'impianto compositivo dei tappeti Lotto in un ambito temporale compreso tra l'inizio del XVI secolo e l'inizio del XVIII.
Casistica e metodi.
A tale scopo ho preso in considerazioni le immagini di 68 tappeti Lotto pubblicate in libri, riviste e sul web (vedi appendice) raccogliendo, ove disponibili, l'epoca di realizzazione, le dimensioni e la densità di nodo.
Per poter disporre di una misura del rapporto dimensionale tra bordure e campo ho calcolato il coefficiente "C/T" larghezza campo/larghezza totale.
Inoltre ho stimato l'accuratezza della decorazione del campo attribuendo agli esemplari un "coefficiente di asimmetria" così arbitrariamente definito:
0: decoro del campo simmetrico lungo l'asse verticale e lungo l'asse orizzontale;
1: decoro del campo simmetrico sull'asse orizzontale, ma non su quello verticale;
2: decoro del campo simmetrico sul solo asse verticale. E' solitamente più vistoso del precedente;
3: decoro del campo asimmetrico su entrambi gli assi.
In base alla datazione fornita ho raggruppato i tappeti in quattro gruppi, come segue:
inizio secolo XVI - fine XV (19 esemplari)I;
secolo XVI/XVII - prima metà XVII (19);
metà secolo XVII - seconda metà XVII (20);
fine secolo XVII - inizio XVIII (10).
Per confrontare i parametri selezionati ho utilizzato il software statistico GraphPad Prism4; il "t test" corretto è stato applicato in presenza di una distribuzione normale dei valori mentre per l'analisi non parametrica è stato usato il Mann-Whitney test.
Sono considerati significativi i valori di p<0,05 (ovvero laddove ci sia meno del 5% di probabilità che la differenza riscontrata sia casuale).
Risultati e analisi.
Nella tabella sono riportati i valori medi e l'interv
allo di valori osservato (tra parentesi) per i diversi parametri.
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1. inizio XVI - fine XV |
2. XVI/XVII - prima metà XVII |
3. metà XVII - seconda metà XVII |
4. fine XVII - inizio XVIII |
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lunghezza |
1,95 (1,50-2,90) |
2,10 (1,52-5,15) |
1,68 (1,48-2,05) |
1,48 (1,25-1,63) |
|
larghezza |
1,22 (1,07-1,56) |
1,44 (1,04-2,60) |
1,20 (1,10-1,40) |
1,14 (0,94-1,24) |
|
superficie |
2,43 (1,61-4,50) |
3,26 (1,58-13,39) |
2,02 (1,70-2,52) |
1,69 (1,18-2,02) |
|
nodi/dmq |
992 (500-1408) |
988 (780-1360) |
829 (640-1020) |
604 (440-780) |
|
C/T |
0,62 (0,49-0,84) |
0,58 (0,46-0,75) |
0,54 (0,41-0,73) |
0,45 (0,40-0,53) |
|
asimmetria |
1,12 (0-3) |
0,79 (0-1) |
1,0 (0-3) |
1,3 (0-3) |
Lunghezza.
La lunghezza dei Lotto nel campione preso in considerazione tende a diminuire progressivamente dall'inizio del XVI secolo all'inizio del XVIII.
Il confronto tra le diverse coppie è sempre positivo: 1 vs. 3 p=0,0193; 1 vs. 4 p=0,0002; 2 vs. 3 p=0.0113; 2 vs. 4 p<0,0001; 3 vs. 4 p=0,0006; con l'eccezione del test sulla prime due coppie (1 vs. 2), statisticamente non significativo, per la presenza nel gruppo "XVI/XVII - prima metà XVII" dell'esemplare più grande della casistica (5,15 x 2,60 metri)
Larghezza.
Anche in questo caso la tendenza complessiva è verso una diminuzione, ma a causa delle misure più contenute tutti i confronti risultano non significativi eccetto 2 vs. 4 (p=0,0183).
Superficie.
Come conseguenza della diminuzione delle misure perimetrali degli esemplari anche la superficie va a ridursi. Non sono significativi 1 vs. 2 e 1 vs. 3, ma 1 vs. 4 p=0,0014; 2 vs. 3 p=0,0245; 2 vs. 4 p=0,0001; 3 vs. 4 p=0,0018.

Densità di nodo.
La diminuzione è maggiormente evidente a partire dalla metà del XVII secolo. Confronti: 1 vs. 2 e 1 vs. 3 non significativi; 1 vs. 4 p=0,0019; 2 vs. 3 p=0,0268; 2 vs. 4 p<0,0001; 3 vs. 4 p=0,0008.

Rapporto C/T.
Dalla fine del XVII secolo gli ordini di bordura prendono il sopravvento sulla larghezza del campo, concludendo una tendenza in costante discesa nell'intervallo di tempo considerato. Confronti: 1 vs. 2 n.s.; 1 vs. 3 p=0,0081; 1 vs. 4 p<0,0001; 2 vs. 3 n.s.; 2 vs. 4 p=0,0002; 3 vs. 4 p=0,0020.

Coefficiente di asimmetria.
Nessuna differenza significativa per qualsiasi confronto, certo in dipendenza dell'arbitrarietà della scala adottata. Una lieve asimmetria nello sviluppo verticale (coefficiente=1) è quasi la costante (71,2% degli esemplari); assieme agli esemplari assolutamente simmetrici (coefficiente=0) si raggiunge 89,4% del totale. Un solo esemplare mostra uno sviluppo asimmetrico sull'asse orizzontale (coefficiente=2), mentre il 9,1% è asimmetrico su entrambi gli assi. Questi ultimi rappresentano il 20% dei tappeti "fine XVII secolo - inizio XVIII".
Conclusioni.
Nella realizzazione di questo articolo mi sono basato sulle informazioni fornite; manca talvolta la densità di nodo e, più raramente, la dimensione di qualche esemplare.
In particolare, i criteri di datazione sembrano non essere omogenei e talvolta soggettivi, e la tentazione di "correggere" l'epoca di qualche tappeto è stata forte, ma l'approccio critico ha ovviamente trionfato.
In questa sede documento in termini matematico-statistici l'impoverimento della tipologia dei tappeti Lotto nell'intervallo di tempo che va dall'inizio del Cinquecento ai primi anni del XVIII secolo: dai più grandi esemplari delle produzioni di alta epoca si passa a quelli realizzati su piccoli telai, con una sempre maggiore importanza delle bordure a scapito del campo, mentre cala la densità di nodi e si ha l'impressione di una minore accuratezza nella disposizione degli elementi di decoro dall'interno della campitura.
Ancora oggi esisterebbero oltre cinquecento esemplari di tappeto Lotto; il campione di 68 esemplari qui esaminato è sicuramente rappresentativo della tipologia nel periodo di tempo considerato.
Fonti della casistica.
Boralevi A. Geometrie d'Oriente. Stefano Bardini e il tappeto antico. Livorno, 1999;
Brancati LE. Questioni sul tappeto. Torino, 1998;
Brancati LE. I tappeti dei pittori. Milano, 1999;
Concaro E, Levi A. Sovrani tappeti. Milano 1999;
Curatola G. Tappeti. Milano, 1997;
Di Prima Bistrot M. Saper vedere i tappeti. Milano, 2009;
Formenton F. Il tappeto orientale. Milano, 1996;
Ghereh 2002:2; 2003:3; 2005:2; 2007:1;
Ionescu S. Antichi tappeti ottomani in Transilvania. Roma, 2005. Da questo ottimo volume proviene la maggior parte dei tappeti presi in considerazione in questa analisi (38);
Milanesi E. Il tappeto. Milano, 1997;
O'Connell B. Turkish rugs: Oushak rugs and carpets. In: www.spongobongo.com/em/em9733.htm;
Oriental Rug Review 1995:5;
Sabahi T. L'arte del tappeto d'oriente. Milano, 2007;
Zarif M. Il tappeto orientale. Novara, 1998;
Zipper K, Fritzsche C, Jourdan U. Tappeti orientali. Turchi - turcomanni. Milano 2000.
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